Mostra Biblioteca Daverio

March 6, 2018 7:19 pm  /  News

Agron Hoti – Mani Mani Mani

Agron Hoti usa per esprimersi la pittura sulle tele; quindi è un pittore. Agron Hoti usa le immagini che la memoria collettiva degli archivi fotografici ha già consegnato alla Storia; quindi è un artista concettuale. L’apparente contraddizione fra l’essere pittore e l’essere artista concettuale è la chiave poetica del suo fare. Ed è qui che sorge la necessità d’una disciplina che possa ricondurre una galassia di ipotesi ad una serie di costellazioni comprensibili. La galassia risiede nel fascino dei getti infiniti dell’astrazione trasferita con i colori sulle tele; la costellazione ne è la riduzione comprensibile. Agron Hoti infatti vuole raccontare…In parallelo alle pulsioni magmatiche dei suoi getti istintivi di colore e di materia pone con ordine una serie di ritratti, di simboli della memoria umana. E di questi simboli, che altro non sono che le riproduzioni fotografiche dei protagonisti della vita collettiva, estrae un elemento particolare e specifico che diventa il vero punto d’attenzione: la mano. Ogni ritratto diventa psicologico ed è la mano del soggetto, posta come unico elemento di rilievo, a rivelarne di volta in volta l’identità, l’anima, il senso segreto. Ecco che la collezione dei dialoghi fra astrazione e realtà, fra cosmo e memoria specifica, va a formare un teatro dove i personaggi narrano non solo la loro singola personalità ma, ben oltre ancora, il mondo al quale erano appartenuti. In questa collezione di immagini accostate la sua attenzione creativa si è dedicata a quella che fu forse la società più viva dell’Italia recente, quella milanese degli scrittori, dei scienziati, degli uomini di spettacolo. L’accostamento sapiente dei vari protagonisti va così a formare il tessuto d’un racconto che porta ad una inattesa riflessione. Questa riflessione non è affatto scientifica o filosofica, è quella in verità che è specifica dell’arte visiva: per farsi incisiva vuole essere immediata e per immediatezza intende l’assenza d’ogni mediazione se non quella del gesto artistico, cortocircuito mentale della sensibilità, percorso accelerato della comunicazione. È egli quindi un pittore astratto o figurativo? La questione è totalmente priva d’interesse perché Agron Hoti pone l’argomento in una ben altra dimensione ed è in verità il regista d’una rinnovata edizione della Comédie Humaine.In mostra presso la Biblioteca del Daverio:MANI MANI MANI – Agron Hoti – Ritratti MilanesiVi aspetto all'inaugurazione giovedì 15 marzo alle ore 18:00. La mostra resterà aperta tutti i giorni dal 16 Marzo al 28 Marzo 2018 dalle ore 11:00 alle ore 18:00Ingresso Libero

Pubblicato da Philippe Daverio su sabato 10 marzo 2018